La corsa all’oro, o febbre dell’oro, californiana partì il 24 Gennaio 1848, grazie a James W. Marshall e John Sutter che scoprirono una miniera d’oro a Colorna, California, nel luogo che passò alla storia come il Sutter’s Mill.

Nonostante tutti i loro tentativi di celare la notizia, la storia che in America –e in particolare nella disabitata California (in quel momento e fino al febbraio ’48 ancora messicana)– ci fosse dell’oro è circolata velocemente, scatenando una vera e propria eccitazione collettiva.

Nel Marzo del 1848 il giornale di San Francisco pubblicò la notizia. Arrivarono migliaia di persone, chi dall’Ovest del paese chi dall’estero. Si crearono miniere, insediamenti e villaggi; i paesini già presenti divennero grandi città (San Francisco passò da meno di 1000 abitanti nel 1846 a 30mila persone nel 1852), anche se non tutte sono sopravvissute agli anni: molte zone venivano rapidamente abbandonate una volta esaurita la riserva aurifera, diventando città fantasma.

Nel 1849 la corsa all’oro prese il volo. I Forty-niners, cioè chiunque arrivasse in California in cerca d’oro, erano sempre di più, quasi 100.000 persone che crearono miniere ovunque, facilitati da un sempre più sviluppato sistema di trasporto e dalla legge del “free for the taking”, ovvero la libertà di estrarre l’oro senza regole e senza pagare alcuna tassa. In ogni caso la California, nel 1850, grazie a questo sviluppo passò da territorio di proprietà degli Stati Uniti a un vero e proprio Stato della federazione.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, come recita l’adagio: infatti le ripercussioni su ambiente e abitanti del luogo furono ingenti. Gli Indiani d’America, su tutti, soffrirono molto le vicende legate all’oro e ne pagarono le più grandi conseguenze, che vennero spesso catturati e sfruttati come schiavi, o massacrati se essi si rifiutavano di obbedire.

Illustrazione sulla corsa all'oro in California

 

Cartina delle "regioni dell'oro della California"

 

La notizia sulla scoperta dell'oro in California

 

 

 

 

 


Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Scrivo di America qui, di Università e Cinema su Sconfinare e di Cyber Warfare su Linkiesta.

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